Il sindaco Zambuto propone alla Regione cosa fare per il centro storico

logo Comune di AgrigentoSi riporta di seguito il testo di una lettera che il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, scrive oggi al Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ed alla deputazione agrigentina presso l’Assemblea regionale con la quale esprime alcune considerazioni sulle proposte discusse nel corso dell’ultimo incontro tra quest’ultima e lo stesso Lombardo:

“L’auspicata richiesta di procedura di emergenza dichiarata dalla Giunta di Governo regionale da inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri non può da sola risolvere l’emergenza che investe la nostra città per la drammaticità e la complessità con cui essa si presenta.
Infatti tale procedura, già avviata con l’incontro tenuto a Roma il 20 aprile u.s. presso la Protezione Civile nazionale prima ed il Ministero dell’ambiente poi, presente l’Arcivescovo Montenegro, non risulta certamente esaustiva dell’intera problematica, in quanto permette di affrontare la vicenda solamente sotto l’aspetto del dissesto idrogeologico, cosa che rappresenta un grave incombente rischio sulla città.
In questo senso l’emanazione dell’ordinanza di protezione civile da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri consentirebbe solo di avviare, con fondi dello Stato, il consolidamento del costone nord ovest della collina ed il salvataggio della Cattedrale.
Rimarrebbero però non risolti tutti gli aspetti di pericolo per la pubblica incolumità connessi al diffuso degrado del tessuto edilizio del centro storico ed ai conseguenti, indispensabili ed indifferibili interventi di eliminazione dei pericoli, attraverso demolizioni e/o risanamenti statici, anche in sostituzione dei proprietari inadempienti, con relativa procedura di recupero.
Per queste ultime non procrastinabili attività, l’impegno del Governo regionale a presentare l’emendamento alla finanziaria 2011, purtroppo non concretizzatosi, era stato ritenuto lo strumento adeguato per assicurarne la necessaria copertura finanziaria.
Sottolineo e ribadisco che Agrigento sta vivendo un momento di grave calamità e che, ove non si adottino le misure necessarie, altre decine e decine di famiglie si aggiungeranno alle 35 già “sfollate” sino ad oggi.      
Soltanto la dignità di dette famiglie nell’affrontare il disagio di trovarsi fuori dalle loro abitazioni non  ha amplificato la situazione anche sotto l’aspetto sociale, che rimane e diventerà sempre più grave.
Sono ulteriormente convinto che l’eliminazione del pericolo non può essere separata dalla riqualificazione e dalla salvaguardia delle emergenze storico-architettoniche; ma la pubblica incolumità,  che resta, come prevede la normativa vigente, in testa al Comune di Agrigento e quindi al suo Sindaco, è assolutamente prioritaria e non rinviabile.
Come Sindaco di questa città non potrei mai tollerare la perdita di una sola vita umana, perchè sarebbe una vittima innocente per delle inutili polemiche e dei ritardi incocepibili di chi, avendo responsabilità pubbliche, può intervenire e non interviene.
Il finanziamento promesso e poi non comparso in “finanziaria” doveva proprio servire a garantire gli interventi urgentissimi volti alla salvaguardia delle vite umane degli agrigentini, esposti oggi come non mai al rischio “crolli”.
Mentre, pertanto, continuo a sollecitare tale finanziamento straordinario, urgente e non rinviabile, la Procura della Repubblica di Agrigento mi ha onerato, assegnandomi precise modalità e tempi di intervento, per mettere in sicurezza anche le abitazioni viciniori al crollato palazzo Lo Jacono – Maraventano ed io, ad oggi, caro Presidente, non so come far fronte a tali incombenze, considerato che ho trovato un comune sull’orlo del dissesto per una pregressa cattiva amministrazione.  
Ti segnalo che per risolvere alla radice tutte le problematiche collegate con le tragedie che stiamo vivendo, occorre il rifinanziamento delle leggi regionali n. 70 del 1976 e n. 34 del 1985 per consentire di dare le giuste risposte per l’organica ripresa del centro storico di Agrigento e per dare la possibilità di incentivare l’azione dei privati per la riqualificazione di questo importante ambito urbano, riprendendo così un cammino politico-amministrativo che soltanto l’insipienza e l’inerzia di una classe politica disattenta ha interrotto fin dal suo nascere, facendo perdere alla città di Agrigento oltre 30 miliardi delle vecchie lire con una colpevole mancata vigilanza della Regione.                                  
Confido, infine, caro Presidente, nella Tua totale condivisione e faccio appello alla Tua concretezza per integrare le indicazioni già date nella riunione dell’11 u.s. con i soli parlamentari, alla quale io non ho avuto la possibilità di partecipare”

12 maggio 2011