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Situazione riepilogativa della vicenda Cattedrale di Agrigento con dichiarazione del sindaco Lillo Firetto

Messa in sicurezza del costone della Cattedrale di Agrigento. Ormai i giochi sono scoperti. E’ finito il rimpiattino ed è finito il gioco dell’oca. Nessuna ripartenza dal via! Ma ancora le responsabilità sono tutte in piedi: o entro i prossimi giorni il Dipartimento regionale dell’Ambiente avvierà la procedura per la progettazione o saremo costretti a fare ricorso al Tar per la nomina di un commissario ad acta e dare mandato ai legali del Comune di valutare eventuali omissioni d’atti d’ufficio.
La misura è colma. Oltre sette anni di inutili rimpalli e almeno due anni d’inconcepibile ritardo nell’avvio della progettazione.
Se si fosse agito in tempo, oggi non ci sarebbe il pericolo per l’incolumità delle persone e non ci sarebbe la conta degli ulteriori danni ad un bene d’eccezionale valore.
Per capire l’assurdo burocratico, si riportano alcuni dei passaggi che hanno caratterizzato il procedimento:

  • il 27 luglio 2016,più di un anno fa, il Dipartimento di Protezione Civile comunica a tutti gli Organismi coinvolti, tra cui il Dipartimento dell’Ambiente, in adempimento a quanto determinato nel corso del tavolo tecnico tenuto il 12 luglio 2016 presso Palazzo D’Orleans,di  aver quantificato le risorse necessarie per l’avvio delle procedure e l’indizione del bando di gara per la progettazione
  • Il 5 agosto 2016 il Dipartimento dell’Ambiente scrive al Dipartimento di Protezione Civile chiedendo di produrre uno schema di bando di gara per la progettazione
  • il 9 settembre 2016, il Dipartimento dell’Ambiente chiede al Dipartimento del Bilancio l’iscrizione della somma di un milione 893 mila euro per la progettazione
  • Il 12 ottobre 2016 il Dipartimento del Bilancio iscrive le somme e comunica l’iscrizione al Dipartimento dell’Ambiente
  • Il 20  luglio 2017 il Sindaco scrive al Presidente della Regione richiamando i passaggi sino ad allora consumati, evidenziando il mancato avvio delle attività  e chiedendo un autorevole e incisivo intervento al fine di salvaguardare la sicurezza pubblica a monte come a valle, oltre che l’importante monumento.
  • Il giorno 11 agosto 2017 il Dirigente Generale del DRPCdescrive un quadro complessivo di rischio grave che interessa, oltre che il Duomo stesso,  cittadini, fabbricati e viabilità, anche a valle del costone.
  • Il 31 agosto 2017 il Sindaco scrive al Presidente della Regione rappresentando, alla luce della suddetta notae della situazione rappresentata dal DRPC, la necessità di  individuare soluzioni nel breve periodo, nonché nel lungo periodo attraverso la definizione delle procedure per la realizzazione degli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico del versante
  • In data 07.09.2017 anche S.E. il Prefetto di Agrigento è intervenuto sulla questione richiamando l’attenzione del Presidente della Regione sulla necessità di un coordinamento dell’Amministrazione Regionale alla luce della complessità delle problematiche.
  • Il 21 settembre 2017 il Dipartimento della Programmazione chiede al Dipartimento dell’Ambiente di relazionare sulla situazione
  • In data 22 settembre 2017, a seguito di convocazione della Vice Presidente della Regione, si è svolta una riunione per verificare  lo stato dell’arte e determinare le azioni da intraprendere, che ha messo nuovamente intorno ad un tavolo il Comune, la Curia Arcivescovile, la Presidenza della Regione, il Dipartimento della Protezione Civile, Il Dipartimento dell’Ambiente, il Dipartimento delle Infrastrutture,  il Dipartimento del Bilancio, il Dipartimento della Programmazione e la Soprintendenza.
  • Il 9 ottobre 2017 il Dipartimento dell’Ambiente comunica al Dipartimento della Programmazione di non aver avviato la progettazione per la mancata iscrizione in bilancio delle somme.
  • Il 17 ottobre 2017 arriva la smentita: la Ragioneria Generale -Dipartimento del Bilancio invita il Dipartimento Ambiente a rettificare quanto dichiarato, tenuto conto che il mancato impegno delle somme nell’esercizio 2016 non può addebitarsi alla mancata iscrizione delle somme, né alla mancata comunicazione
  • Il 12 ottobre 2017 il Dipartimento del Bilancio re-iscrive le somme non utilizzate nel 2016-2017 per il 2017-2018
  • Il 13 ottobre 2017 il Dipartimento della Protezione Civile comunica di aver svolto alcune attività istruttorie per il rischio idrogeologico e di trasmetterle immediatamente al Dipartimento dell’Ambiente per la residua attività tecnico-amministrativa ai fini della progettazione
  • Del 20 ottobre 2017 è l’ennesima nota del Comune di Agrigento con cui si chiede alla Regione, e per conoscenza ai Dipartimenti regionali, di intervenire subito per fare chiarezza.
  • Il 26 ottobre il Dipartimento della Programmazione sollecita il Dipartimento dell’Ambiente perché ponga in essere immediatamente tutte le attività necessarie, considerata l’urgenza.
  • Il 31 ottobre il Dipartimento della Programmazione rispondendo all’ultima nota del  Sindaco di Agrigento, ribadisce, al fine di ulteriore chiarezza, la competenza del Dipartimento dell’Ambiente sulla misura in cui è inserito l’intervento.

Cioè la conclamazione che si è perso solo tempo prezioso.
Novembre è arrivato. Domani, 3 novembre, saremo chiamati ad una marcia silenziosa per salvare la Cattedrale e un pezzo di storia della città.  Partecipiamo alla marcia! Invito tutti gli agrigentini a partecipare, tranne i mestatori che giocano a confondere le acque. Parteciperemo perché sin dal principio abbiamo seguito incessantemente l’assurdità di questo gioco al rimpiattino, sollecitando energicamente e ricevendo la solita risposta contenente le parole “immediatamente” “urgentemente”, “con estrema urgenza”. Parteciperò alla marcia perché è proprio sul sindaco che oggi grava la responsabilità dell’incolumità delle persone.  E soprattutto perché, dopo anni di tavoli, incontri, proclami, conferenze stampa, chi deve chiarire ciò che è chiaro da sempre, dovrà farlo in fretta. O ci spieghi come si può rimanere indifferenti tra le scartoffie dinanzi al progredire dei danni alla nostra Cattedrale e dinanzi al pericolo incombente per la popolazione.

2 novembre 2017