Il sindaco scrive al ministro Alfano per chiedere allo Stato provvidenze per il centro storico

logo Comune di AgrigentoSi riporta di seguito la lettera che il sindaco di Agrigento Marco Zambuto ha scritto oggi al ministro della giustizia Angelino Alfano ed il testo della proposta di legge, elaborata dal comune di Agrigento nel dicembre del 2007, trasmessa in allegato a tale nota.

“A giorni il Ministro dell’economia e delle finanze predisporrà il nuovo bilancio dello Stato con la relativa normativa finanziaria, all’interno della quale potresti chiedere provvidenze concrete per il centro storico di Agrigento che, abbandonato da tanti anni, oggi continua a cadere a pezzi.
Sin dal mio insediamento non ho mancato di rivolgermi in tal senso allo Stato e, per esso, all’allora Presidente del Consiglio on. Prodi, che non ha potuto esperire alcuna iniziativa per l’anticipata fine della legislatura. Né ho mancato di segnalarti più volte tale grave ed avvertito problema nel corso dei nostri numerosi incontri.
Per parte nostra, intanto, attraverso i nostri uffici comunali, abbiamo predisposto una serie di progetti con i quali abbiamo partecipato ai bandi per attingere alle risorse europee.
Sono certo che vorrai interporre tutta la tua autorevolezza presso il ministro Tremonti e gli altri ministri competenti per garantire ad Agrigento, il cui complesso templare – unico al mondo – è patrimonio dell’umanità, gli interventi necessari per la salvaguardia, il risanamento e la fruizione del centro storico della nostra città.
Per tua comodità ti invio copia della proposta legislativa predisposta dal Comune ed inviata alla Presidenza del Consiglio nel dicembre 2007.
Ti preciso altresì che non ho mancato di interessare la Regione Siciliana, anche per consentire il recupero di tutte quelle somme (circa 40 miliardi delle vecchie lire) che, assegnate negli anni passati per legge al centro storico di Agrigento, non sono state utilizzate per l’incapacità delle varie amministrazioni comunali.
Ritienimi a completa disposizione per qualsivoglia chiarimento e per fissare eventuali incontri a Roma con il Presidente del Consiglio e/o con il Ministro dell’economia.”

20 agosto 2010