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La Carta di Agrigento compie i suoi primi passi sostanziali

La Carta di Agrigento compie i suoi primi passi sostanziali. È stato approvato a larghissima maggioranza dalla Commissione Occupazione e Ricerca del Comitato europeo delle Regioni il parere presentato su Enti locali e Cultura da Enzo Bianco, che dal 2015 guida la delegazione italiana del CdR. Il parere riprende punti salienti della Carta firmata all’ex Collegio dei Filippini il 6 aprile. Il Comitato è l’organo che rappresenta a Bruxelles gli enti locali e regionali di tutta l’Unione europea. Non soltanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha affidato alla commissaria Mariya Gabriel un’esplicita delega alla Cultura, riparando così a un sostenaziale errore strategico, ma in Europa si parlerà di beni culturali non più esclusivamente sotto il profilo della conservazione e della tutela, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto del valore sociale ed economico come fattore di sviluppo. Nel documento sottoscritto ad Agrigento, condiviso da 20 presidenti di Regione e oltre 800 sindaci di ogni parte politica, i beni culturali sono visti come fattore di crescita. Dall’Europa potranno essere indirizzate risorse per iniziative di promozione dei territori, in particolare dal punto di vista turistico. Questa speranza, sempre più concreta, porta il nome di Agrigento, che è considerata un simbolo per tante città, in quanto ha dimostrato come sia possibile la crescita di un territorio attraverso la cultura e la rete con il terzo settore. La Carta di Agrigento sancisce un punto sostanziale: la Cultura è leva di sviluppo e sempre più dovrà esserlo in futuro. L’Europa potrà garantire ai territori la forza contrattuale necessaria nel panorama internazionale.

28 novembre 2019